Un cœur rebelle à la dérive - Un cuore ribelle alla deriva
Auteur(s) Munich Ionescu (A01)
Editeur(s) L'HARMATTAN
Collection(s) L'Orizzonte
Rayon(s) Récits, LITTÉRATURE GÉNÉRALE
Ean :
9782336625201
Date de parution :
03/06/2026
Résumé : Depuis mon plus jeune âge, je me suis toujours demandé si, dans la vie, « le silence et l’obéissance » feraient de moi une gagnante ou une perdante. Sous le régime dictatorial, bien que privée de liberté d’expression et de pensée, j’ai grandi lentement, pas à pas. Mentalement et en silence, j’avais écouté et enregistré tous les événements inhumains qui s’étaient produits autour de moi pendant mon enfance, comme les photogrammes séquentiels d’un film dramatique. La famille était le seul endroit où, à voix basse, on dialoguait et apprenait à aimer pour construire un respect mutuel pour son prochain et la dignité humaine. C’était un lieu d’accueil où l’on pouvait commencer à reconstruire sa vie, même plusieurs fois, en repartant toujours de zéro. Et aujourd’hui, après avoir accumulé beaucoup de choses et vécu de nombreuses expériences, je peux affirmer que je suis une gagnante !
Sin da giovanissima mi sono sempre domandata se nella vita il “silenzio e l’obbedienza” mi avrebbero resa una vincitrice o una perdente. Sotto il regime dittatoriale, pur privata della libertà di parola e di pensiero sono cresciuta lentamente, passo dopo passo. Mentalmente e in silenzio avevo ascoltato e registrato tutte le disumane vicende, accadutemi intorno nel periodo della mia infanzia, come fotogrammi sequenziali di un drammatico film. La famiglia era l’unico luogo dove, sottovoce, si dialogava e s’imparava ad amare per costruire un reciproco rispetto per il prossimo e la dignità umana. Era il luogo di accoglienza e da dove si poteva iniziare a ricostruire la vita, anche più volte, ripartendo sempre da zero. E oggi dopo aver accumulato molte cose e tante esperienze vissute posso affermare di essere vincitrice!
Sin da giovanissima mi sono sempre domandata se nella vita il “silenzio e l’obbedienza” mi avrebbero resa una vincitrice o una perdente. Sotto il regime dittatoriale, pur privata della libertà di parola e di pensiero sono cresciuta lentamente, passo dopo passo. Mentalmente e in silenzio avevo ascoltato e registrato tutte le disumane vicende, accadutemi intorno nel periodo della mia infanzia, come fotogrammi sequenziali di un drammatico film. La famiglia era l’unico luogo dove, sottovoce, si dialogava e s’imparava ad amare per costruire un reciproco rispetto per il prossimo e la dignità umana. Era il luogo di accoglienza e da dove si poteva iniziare a ricostruire la vita, anche più volte, ripartendo sempre da zero. E oggi dopo aver accumulato molte cose e tante esperienze vissute posso affermare di essere vincitrice!
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